Manifesto Culturale
L’Associazione “CIRCOLO DEGLI INCAUTI” è espressione viva e concreta di un movimento
controculturale sorto in risposta alle imposizioni, alle censure e al bavaglio che la società politica,
a livello strutturale (con le sue logiche economiche) e a livello sovrastrutturale (con il diritto, la
religione, la morale e le costruzioni ideologiche dominanti), pone costantemente in essere nei
confronti della libera manifestazione del pensiero nelle sue più svariate forme: letteraria, teatrale,
filosofica, filmica e artistica in senso lato.
Il termine incaute, avverbio latino di chiara matrice oppositiva, decostruttiva e anti-sistemica, che
insieme alla “rosa capovolta” connota simbolicamente questo movimento, rappresenta la scelta
coraggiosa, lo slancio irriverente, nichilistico e provocatorio di una avanguardia intellettuale non
allineata che ha come scopo precipuo quello di rompere gli schemi, rifiutare ogni forma di censura,
combattere quei mali estremi che sono (nel linguaggio di Campanella): tirannide, sofismi e
ipocrisia. Sicché il rovesciamento della prospettiva spinoziana, incentrata sul sopimento delle
passioni, dei moti irrazionali, degli eccessi della natura umana e orientata verso la ricerca pacifica
della serenità e della tranquillità, diventa un punto cardine di questo movimento.
Incaute è una scelta di fondo, uno stile di vita, un confronto con la realtà esistente, uno spazio di
riflessione e di analisi dove l’equilibrio, la sobrietà e la moderazione, virtù false e ingannatrici, non
hanno dimora. Poiché solo nel turbine e nel caos che il pensiero critico produce, smuovendo le
coscienze, è pienamente possibile e concretamente realizzabile ogni aspirazione libertaria.
Pertanto il “CIRCOLO DEGLI INCAUTI” rifiuta ogni sorta di accomodamento o basso profilo e
fa della contrarietà, del dissenso e del disincanto il suo vessillo.
Fine unico di questa associazione, attenta alle dinamiche sociali attuali e ai contributi provenienti
dalle frange culturali maggiormente critiche verso questo quadro sociale dato e fortemente radicato
nella coscienza collettiva, è la promozione di un pensiero dissenziente che si discosti fortemente
dai condizionamenti imposti dal senso comune, dall’etica, dai costumi del perbenismo benpensante,
dalla stampa e dall’editoria asservite alle logiche economiche e di potere (oggi ancora più forti e
totalizzanti che in passato); che dia impulso, valorizzi e diffonda qualsiasi contributo nato dalla
penna o dalla cinepresa dei pensatori contemporanei e del passato, volto in particolar modo allo
scardinamento di quell’ordine valoriale e comportamentale di cui la società civile è vittima in ogni
contesto storico; che rifugga, sempre e comunque, da ogni forma di compromesso in nome della
libertà di opinione e di espressione.

